Sono ormai dieci anni che il Proff. Zotti Minici, docente di Storia della Fotografia al DAMS di Padova (facoltà di Lettere e Filosofia), associa al suo corso un laboratorio di fotografia base, tenuto dal fotografo professionista Marco Monari.
Il Laboratorio finalizza alla preparazione tecnica, espressiva e di lettura dell’immagine attraverso quattro mesi di lezioni pratiche e teoriche che si concludono con un esame finale, nel quale ogni alunno presenta un elaborato fotografico a tema.
Nel corso degli anni gli studenti, provenienti non solo dalla facoltà di Lettere e Filosofia, ma anche da altri corsi di laurea, hanno creato dei lavori che sono diventati, in diverse occasioni, esposizioni collettive.
L’imponente partecipazione e la risposta entusiastica degli alunni hanno portato i docenti a considerare l’idea di far partire un Laboratorio Avanzato che permettesse di ampliare le loro conoscenze in ambito fotografico.
Dopo anni di attesa, finalmente il secondo semestre dell’anno accademico 2010/2011 il progetto è partito:
IL LABORATORIO AVANZATO
Come il Laboratorio base, anche quello avanzato è seguito dal fotografo Marco Monari.
L’attività nasce per affinare la tecnica fotografica degli studenti e migliorare la loro capacità progettuale, ed ha come fine ultimo l’organizzazione di una mostra che raccolga i loro lavori.
Tra gli studenti che hanno già sostenuto sia l’esame di Storia della Fotografia che quello del Laboratorio Base, ne vengono selezionati tra i 15 e i 20.
Questi parteciperanno a una serie di lezioni frontali ed esercitazioni pratiche che, sommate alle ore di lavoro individuale, andranno ad occupare le 150 ore previste per i laboratori dall’Università di Padova.
Il Laboratorio Avanzato di Fotografia si prefigge di creare un percorso artistico-didattico che sarà sviluppato nel corso dei prossimi tre anni accademici e che si concentra sull’analisi di una tematica comune: la Trasformazione del Territorio.
Al termine di ogni anno di Laboratorio è previsto un allestimento di una mostra curata dai partecipanti dello stesso, i quali si occuperanno anche di tutta la comunicazione, la grafica e la divulgazione dell’evento. Il periodo previsto per l’esposizione è gennaio-febbraio 2012. La mostra presentata sarà un lavoro collettivo in parallelo a un progetto personale del fotografo Marco Monari. Al momento sono al vaglio diverse strutture che possono ospitare l’esposizione.
Queste tipologie organizzative saranno ripresentate per i tre anni di svolgimento del progetto.
La scelta di un tema specifico, in questo caso la trasformazione del territorio, è sempre difficile, poiché ogni studente ha gusti e preferenze differenti. Diviene quindi una sfida importante e una partenza avvincente per un racconto che sarà per immagini.
Il Laboratorio Avanzato di Fotografia è un lavoro di progetto, dove prima di analizzare il risultato tecnico, si discute di cosa ci sia dietro, e quindi del territorio, della semantica e dello stesso progetto, cercando di utilizzare al meglio il mezzo di cui disponiamo: la fotografia.
I tre anni di ricerca saranno un percorso di approfondimento: il luogo, la persona, l’interazione tra il luogo e la persona; tre capitoli che ci permetteranno di provare a vedere nella sua complessità il palcoscenico sul quale ci muoviamo. La trasformazione del territorio ci riguarda ogni giorno, è giunto probabilmente il momento di guardare con attenzione ciò che ci circonda e che spesso tralasciamo per cecità o perché molte volte siamo troppo presi a pensare a noi stessi e non al territorio in cui viviamo. Diventa normale una nuova striscia d’asfalto, un complesso residenziale, un centro commerciale, diventa normale vedere chiudere i negozi, costruire capannoni, smantellare vecchie costruzioni, diventa normale costruire parchi pubblici improbabili, asfaltare strade per una corsa di biciclette, diventa normale non frequentare alcune zone, evitare la via dietro la stazione, avere paura di un quartiere, non andare in una piazza, insomma diventa normale adeguarsi, osservare senza guardare, immaginare senza sperimentare.
Da qui l’esigenza di catalizzare una storia e di renderla fruibile ad altri, a un pubblico attraverso un gruppo di giovani occhi che hanno una visione sicuramente importante per raccontare e capire il mondo che li circonda.
Durante il primo anno sarà affrontato il TEMA DEL LUOGO.
Agli alunni si chiede di partire dall’analisi di 5 elementi per studiare la trasformazione del territorio:
ACQUA, TERRA, LEGNO, CEMENTO, FERRO.
Le prime lezioni saranno ricche di chiacchiere, d’idee, di protagonismo per poi iniziare a visionare i primi lavori e osservare immagini completamente diverse dalle aspettative, brutte, belle, prive di significato, esercizio estetico o incapacità di scelta.
Immagini che non riescono a dialogare con quelle presentate dai colleghi, immagini che nel confronto con gli altri diventano banali, immagini che poco a poco iniziamo a raccontare un percorso, una seria ricognizione del palcoscenico che ci circonda e di cui ormai ci siamo resi conto.
Partendo da un’analisi materica i 5 elementi iniziano a diventare semplici tracce, suggeritori di idee, punti focali di ciò che riusciamo a raccontare attraverso i loro suggerimenti.
ACQUA, TERRA, LEGNO, CEMENTO e FERRO iniziano a fondersi in un unico elemento che è la Trasformazione del Territorio e attraverso le sue immagini iniziamo a raccontare una storia.
Gli alunni che parteciperanno a questo primo laboratorio sono:
ALESSANDRA, BEPPE, BRUNO, CAMILLA, CATERINA, CHIARA, FRANCESCA, GIOVANNA, LINDA, MARTA, NATALYA, PRINCE, RICCARDO, ROSA, SABRINA e STEFANIA.
Il Laboratorio Avanzato di Fotografia si prefigge di creare un percorso artistico-didattico che sarà sviluppato nel corso dei prossimi 3 anni accademici analizzando una tematica comune, ovvero
LA TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO.
Ogni anno, il gruppo di lavoro, analizzerà un ambito di ricerca:
L’INTERAZIONE TRA IL LUOGO E LA PERSONA
SVOLGIMENTO
Le lezioni si svolgono nel corso del secondo semestre per essere completate nei mesi di settembre – ottobre. Ai partecipanti è chiesto di sviluppare un’indagine fotografica tematica collettiva, presentando settimanalmente, nel corso delle lezioni, le riprese fotografiche personali. Tale lavoro è necessario per affinare le competenze tecniche richieste e confrontarsi con il gruppo sulla linea espressiva decisa in aula.
Parallelamente all’indagine fotografica tematica, sono proposti agli alunni altri percorsi didattici come supporto alla realizzazione di un vero e proprio progetto:
REALIZZAZIONE AUTORITRATTI DI PRESENTAZIONE
REALIZZAZIONE DI UN SITO INTERNET DI PROGETTO
REALIZZAZIONE DI UN VIDEO DI PRESENTAZIONE
STUDIO E REALIZZAZIONE DI UN GINGLE MUSICALE
UTILIZZO DEI SOCIAL NETWORK
STUDIO DELL’ALLESTIMENTO PER IL LAVORO FINALE
COMUNICAZIONE INTEGRATA DEL PROGETTO
Alcune lezioni specifiche prevedono l’intervento di esperti del settore.
Durante il percorso di Laboratorio è data l’opportunità agli alunni che fossero interessati di frequentare periodi di Stage riferiti al progetto.
Gli strumenti utilizzati per la realizzazione di quanto detto sono selezionati tra le risorse in‘free license’ da Internet e grazie alle caratteristiche specifiche interne al gruppo di lavoro.
LA MOSTRA FINALE
Al termine di ogni anno di Laboratorio è previsto un allestimento di una mostra curata dai partecipanti dello stesso, i quali si occuperanno anche di tutta la comunicazione, la grafica e la divulgazione dell’evento. Il periodo previsto per l’esposizione è gennaio-febbraio 2012. La mostra presentata sarà un lavoro collettivo in parallelo a un progetto personale del fotografo Marco Monari. Al momento sono al vaglio diverse strutture che possono ospitare l’esposizione.
Queste tipologie organizzative saranno ripresentate per i tre anni di svolgimento del progetto.
“ … la mostra voleva sottolineare la necessità non tanto di riappropriarsi dell’ambiente, ma di relazionarsi di nuovo con l’ambiente nel suo insieme. La televisione, al 99%, è piena di facce. Quello che abbiamo intorno non viene mai rappresentato. Questa negazione dello spazio in cui viviamo credo sia un dato storicamente molto significativo: all’incapacità di rapportarci con lo spazio, con l’ambiente, corrisponde un’assenza di rappresentazione. Da questo deriva, probabilmente, una progressiva disattenzione, e in qualche misura un atteggiamento di incuria nei confronti delle problematiche ambientali, ecologiche. In questo senso la fotografia può costituire uno strumento fondamentale, che permette di recuperare un rapporto più diretto con l’ambiente, consentendo un’apertura di maggiore complessità, permettendo scoperte non solo di bellezza ma anche di valori di altro segno.” (Luigi Ghirri . Lezioni di Fotografia)
La scelta di un tema specifico, in questo caso la trasformazione del territorio, è sempre difficile, poiché ogni studente ha gusti e preferenze differenti. Diviene quindi una sfida importante e una partenza avvincente per un racconto che sarà per immagini.
Il Laboratorio Avanzato di Fotografia è un lavoro di progetto, dove prima di analizzare il risultato tecnico, si discute di cosa ci sia dietro, e quindi del territorio, della semantica e dello stesso progetto, cercando di utilizzare al meglio il mezzo di cui disponiamo: la fotografia.
I tre anni di ricerca saranno un percorso di approfondimento: il luogo, la persona, l’interazione tra il luogo e la persona; tre capitoli che ci permetteranno di provare a vedere nella sua complessità il palcoscenico sul quale ci muoviamo. La trasformazione del territorio ci riguarda ogni giorno, è giunto probabilmente il momento di guardare con attenzione ciò che ci circonda e che spesso tralasciamo per cecità o perché molte volte siamo troppo presi a pensare a noi stessi e non al territorio in cui viviamo. Diventa normale una nuova striscia d’asfalto, un complesso residenziale, un centro commerciale, diventa normale vedere chiudere i negozi, costruire capannoni, smantellare vecchie costruzioni, diventa normale costruire parchi pubblici improbabili, asfaltare strade per una corsa di biciclette, diventa normale non frequentare alcune zone, evitare la via dietro la stazione, avere paura di un quartiere, non andare in una piazza, insomma diventa normale adeguarsi, osservare senza guardare, immaginare senza sperimentare.
Da qui l’esigenza di catalizzare una storia e di renderla fruibile ad altri, a un pubblico attraverso un gruppo di giovani occhi che hanno una visione sicuramente importante per raccontare e capire il mondo che li circonda.
Durante il primo anno sarà affrontato il TEMA DEL LUOGO.
Agli alunni si chiede di partire dall’analisi di 5 elementi per studiare la trasformazione del territorio:
ACQUA, TERRA, LEGNO, CEMENTO, FERRO.
Le prime lezioni saranno ricche di chiacchiere, d’idee, di protagonismo per poi iniziare a visionare i primi lavori e osservare immagini completamente diverse dalle aspettative, brutte, belle, prive di significato, esercizio estetico o incapacità di scelta.
Immagini che non riescono a dialogare con quelle presentate dai colleghi, immagini che nel confronto con gli altri diventano banali, immagini che poco a poco iniziamo a raccontare un percorso, una seria ricognizione del palcoscenico che ci circonda e di cui ormai ci siamo resi conto.
Partendo da un’analisi materica i 5 elementi iniziano a diventare semplici tracce, suggeritori di idee, punti focali di ciò che riusciamo a raccontare attraverso i loro suggerimenti.
ACQUA, TERRA, LEGNO, CEMENTO e FERRO iniziano a fondersi in un unico elemento che è la Trasformazione del Territorio e attraverso le sue immagini iniziamo a raccontare una storia.
Gli alunni che parteciperanno a questo primo laboratorio sono:
ALESSANDRA, BEPPE, BRUNO, CAMILLA, CATERINA, CHIARA, FRANCESCA, GIOVANNA, LINDA, MARTA, NATALYA, PRINCE, RICCARDO, ROSA, SABRINA e STEFANIA.






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