Il sito dell’Università

 

 

 

 

 

 


“UNIVERSA UNIVERSIS PATAVINA LIBERTAS!”

Questo il motto che campeggiava fra i giovani bolognesi che nel 1222 partirono alla volta della città di Padova nella quale, secondo voci indiscrete, avevano saputo che si praticava la LIBERTAS BIBERE SPRITZUM (ossia il recarsi in note piazze cittadine per dedicarsi al rituale aperitivo, oggi noto come Spritz).

A distanza di poco tempo la loro ‘sete’ si spostò sul sapere e fu così che prese vita la Libera Università, istituzione suddivisa in due grandi facoltà, quella scientifica dedita, fra le altre attività, agli studi erboristici per la preparazione dello Spritzum, e quella artistico-umanistica, l’Universitas artistarum, dove si creavano opere d’arte con le quali dilettarsi nei simposi.

Nel ’500 la fama della libertina città aveva raggiunto tutta Italia, tanto che Galileo Galilei, sentendosi già il cappio al collo dal Sant’Uffizio, decise di fuggirvi. Fu in questa sede che venne pronunciata la celeberrima frase “eppur si muove”, erroneamente interpretata, e che si riferiva all’ennesimo tentativo di afferrare il trentasettesimo bicchiere di Spritz della serata.

Lo stesso Shakespeare descrisse l’esperienza dello Spritz ne ‘La bisbetica domata’ parlandone in questi termini:

«For the great desire I had to see
fair Padua, nursery of arts, I am arrived…
and am to Padua come, as he that leaves
a shallow plash to plunge in the deep, and
with satiety seeks to quench his thirst.»

«Per il grande desiderio che avevo
di vedere la Bella Padova, culla delle arti sono arrivato…
ed a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno
per tuffarsi nel mare, ed a sazietà cerca di placare la sua sete..»

La bisbetica domata (Atto 1, Scena 1)

Un secolo dopo, precisamente nel 1678, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu la prima donna al mondo che decise di intraprendere studi filosofici: numerosi furono gli ostacoli a cui la sottoposero gli studenti della gloriosa università che, per quanto libera, richiedeva l’obbligatorio superamento della prova alcoolica. Fino a quel punto mai nessuna donna era riuscita a reggere; ma grazie alla tenacia di costei, alla sua incredibile tenuta e al sorprendente fegato, questa giovane giunse ad ottenere la laurea!

 

Nei secoli a venire si posero in atto così grandi gesta nel suddetto ateneo che pare impossibile enumerare i fautori di tali prodezze, tanto che il sol pensiero rende triste il confronto con la realtà attuale.

Ebbene non molti anni or sono che, un gruppo di professori e studenti, ben poco inclini ai sollazzi della città, si impegnarono nella fondazione di un nuovo indirizzo nell’Universitas artistarum (oggi volgarmente definita ‘Lettere e Filosofia’), originando così il DAMS,  Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo.

Così recita il suo statuto:

 

“Il corso fornisce competenze specialistiche teoriche, storiche e tecniche, metodologiche ed operative relative alla cultura artistica nei campi delle arti figurative, dello spettacolo e della comunicazione visiva per applicarle criticamente alla progettazione di manifestazioni pubbliche, all’organizzazione di ricerche, al coordinamento di attività legate all’uso dei mass media e ai problemi di gestione di sistemi complessi nel campo della conservazione e riuso della memoria delle arti dello spettacolo nella produzione multimediale.”

 

E’ in questa sede che, con l’impegno del professor Alberto Zotti Minici e la collaborazione del fotografo Marco Monari, è sorto da diversi anni un laboratorio  fotografico base e un neo-laboratorio avanzato.

Questa la nobile discendenza dalla quale è nato il progetto Trasformazione del Territorio.

  • I Lavori del gruppo

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trasformazionedelterritorio 2011

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